Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti per la seconda volta, diventando il 47° presidente grazie alle vittorie in Stati chiave come Pennsylvania e Wisconsin. Al suo fianco JD Vance come vicepresidente.
La seconda presidenza di Trump: un evento storico
Con 78 anni, Donald Trump ritorna alla Casa Bianca come il secondo presidente nella storia americana a ottenere un secondo mandato non consecutivo, un primato che condivide con Grover Cleveland. Trump ha celebrato il traguardo dal palco di Palm Beach, dove ha ringraziato i sostenitori e ha promesso di “guarire il Paese” e riportarlo a un’epoca di prosperità, definendo il suo nuovo mandato come “l’età dell’oro” per gli Stati Uniti.
La vittoria di Trump è stata consolidata in particolare grazie alla conquista della Pennsylvania e del Wisconsin, due Stati decisivi per ottenere i 270 voti elettorali necessari. Secondo le proiezioni di Fox News, il candidato repubblicano ha superato questa soglia raggiungendo 277 grandi elettori, ottenendo così il supporto sufficiente per garantirsi la presidenza. Anche la CNN ha confermato la vittoria di Trump in Pennsylvania, con i suoi 19 voti elettorali che si sono rivelati determinanti.
Trump trionfa in numerosi Stati chiave
Trump ha vinto in Kentucky, Indiana, West Virginia, Alabama, Oklahoma, Missouri e Tennessee, assicurandosi così una parte consistente dei voti elettorali del Sud. Inoltre, ha conquistato il Texas con i suoi 40 voti elettorali, insieme a North e South Dakota e Wyoming. In Ohio, Trump ha ottenuto 17 voti elettorali cruciali, mentre in Mississippi e Louisiana ha aggiunto altri 14 voti totali.
Le proiezioni della CNN e di Fox News hanno riportato anche le vittorie di Trump in South Carolina, Arkansas, Utah, Montana e Kansas. La vittoria in Florida, uno degli Stati più ambiti, con i suoi 30 voti elettorali, ha dato un forte impulso alla campagna di Trump.
In Iowa, nonostante sondaggi favorevoli alla candidata democratica, Trump ha prevalso secondo le proiezioni di NBC News, aggiudicandosi 6 voti elettorali.
Kamala Harris conquista i bastioni democratici
Nonostante la sconfitta, Kamala Harris è riuscita a consolidare il supporto democratico in numerosi Stati. In particolare, la candidata democratica ha vinto in Minnesota, Vermont, Massachusetts, Maryland e nel District of Columbia, considerati storicamente roccaforti democratiche. Secondo le proiezioni dell’Associated Press, Harris ha prevalso anche in Illinois e New Jersey, aggiungendo rispettivamente 19 e 14 voti elettorali.
Harris ha dominato sulla costa occidentale, vincendo in California e Washington, ottenendo così un totale di 66 voti elettorali. Anche New York, con i suoi 28 grandi elettori, e il Colorado, sono stati assegnati alla candidata democratica secondo le proiezioni di Fox News.
Le proiezioni finali e l’impatto storico
Le vittorie di Trump e Harris mostrano un Paese profondamente diviso, con il ritorno del tycoon alla Casa Bianca come simbolo di una nuova era politica. La vittoria di Trump, fondata su Stati strategici e su un solido consenso nei territori conservatori, segna un momento storico, riaffermando una visione di “America First”. Con questo secondo mandato, Trump punta a riformare e rafforzare il Paese, con promesse di miglioramento economico e sociale. Tuttavia, il risultato evidenzia una forte polarizzazione elettorale, con Stati centrali e meridionali che hanno sostenuto il candidato repubblicano e le aree urbane e costiere che hanno invece confermato la loro fedeltà ai democratici.
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