Un gruppo di hacker filo-ucraino ha colpito la holding VGTRK della Russia, bloccando le trasmissioni di più di 20 canali. L’attacco è stato definito un “regalo” per il compleanno del presidente Vladimir Putin.
Una minaccia informatica senza precedenti
Il 7 ottobre, giorno del compleanno del presidente russo Vladimir Putin, la holding VGTRK, che gestisce gran parte dei media pubblici russi, è stata oggetto di un attacco hacker su vasta scala. Il gruppo hacker filo-ucraino ‘Sudo rm-RF’ ha rivendicato l’attacco sulla piattaforma X (ex Twitter), definendolo un “regalo” per il presidente russo. L’azione ha provocato l’interruzione delle trasmissioni televisive e radiofoniche di alcuni dei principali canali statali, tra cui Rossiya 1, Rossiya 24 e altre stazioni come Vesti e RTR Planeta.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha espresso il suo sostegno al team della holding VGTRK, confermando la gravità dell’attacco. “È in corso un enorme sforzo per ripristinare i servizi”, ha dichiarato Peskov. Secondo fonti riportate da Gazeta.ru, oltre alle trasmissioni televisive, anche i servizi online e interni sono stati compromessi, rendendo l’attacco uno dei più devastanti mai subiti dall’infrastruttura mediatica russa. Alcuni rapporti suggeriscono che anche i backup dei server siano stati completamente cancellati, complicando ulteriormente i tempi di recupero.
Conseguenze dell’attacco e reazioni del Cremlino
L’interruzione delle trasmissioni ha avuto inizio alle 5 del mattino, ora locale, e ha coinvolto un vasto numero di canali televisivi e radiofonici. L’impatto è stato immediato e significativo, con conseguenze che potrebbero protrarsi per diverso tempo. Secondo gli esperti, l’attacco potrebbe essere stato pianificato per settimane e coincide simbolicamente con il compleanno di Putin, una scelta che sottolinea l’intento provocatorio degli hacker.
Altri eventi legati al conflitto russo-ucraino
Oltre all’attacco hacker, la giornata è stata segnata da altri sviluppi legati al conflitto tra Russia e Ucraina. Nel Donetsk, le forze russe continuano ad avanzare, con il Ministero della Difesa russo che ha annunciato la presa della località di Grodovka (Hrodivka). Questo rappresenta un ulteriore passo avanti per Mosca nella sua offensiva nella regione.
Attacchi con droni e incendio in Crimea
Parallelamente, in Crimea, un attacco con droni ha causato un grave incendio in un deposito di petrolio a Feodosia. L’incendio, scoppiato nelle prime ore del mattino, ha provocato potenti esplosioni avvertite dai residenti. Il Marine Oil Terminal colpito è uno dei più importanti della regione per la gestione di prodotti petroliferi. Gli attacchi con droni, che hanno coinvolto anche gli aeroporti di Belbek e Saky, rappresentano un’ulteriore escalation delle operazioni militari nella Crimea occupata.
Le autorità russe hanno risposto affermando che i sistemi di difesa aerea hanno distrutto 21 droni ucraini durante la notte, 12 dei quali sopra la Crimea. Il Ministero della Difesa russo ha definito questi attacchi come tentativi del regime di Kiev di compiere atti di terrorismo contro il territorio russo.
Un contesto sempre più complesso
Questi eventi si inseriscono in un contesto di crescente tensione tra Russia e Ucraina, con attacchi che si intensificano sia sul fronte informatico che su quello militare. L’attacco hacker contro i media russi potrebbe rappresentare un nuovo capitolo della guerra cibernetica in corso, mentre le offensive militari e gli attacchi con droni continuano a infiammare il conflitto.
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