Ue avvia procedura per deficit eccessivo per sette Paesi: c’è anche l’Italia

La Commissione Europea ha avviato una procedura di deficit eccessivo per sette Paesi membri, proponendo raccomandazioni al Consiglio per il rientro del disavanzo.

La Commissione Europea ha avviato una procedura di deficit eccessivo per sette Paesi, proponendo raccomandazioni al Consiglio per il rientro del disavanzo.

Nell’ambito del pacchetto di autunno del semestre europeo, la Commissione Europea ha aperto una procedura di deficit eccessivo per sette Paesi: Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. La decisione segue una valutazione secondo cui la Romania non ha preso azioni efficaci per correggere il suo deficit.

Situazione dell’Italia

Secondo la Commissione, l’Italia si trova ora in una situazione di “squilibrio”, migliorata rispetto al “squilibrio macroeconomico eccessivo” dello scorso anno. Questa valutazione rientra nel monitoraggio degli squilibri macroeconomici per dodici Stati membri dell’UE. In questo contesto, l’Italia ha mostrato progressi, ma restano vulnerabilità legate all’elevato debito pubblico e alla debole crescita della produttività, in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e debolezze nel settore finanziario.

Il rapporto debito pubblico/PIL in Italia, sebbene sia diminuito dal picco del COVID-19, è ancora elevato, superando il 137% nel 2023. Si prevede che questa tendenza al ribasso si invertirà nel 2024 e 2025, a causa di un aggiustamento stock-flussi e disavanzi pubblici ancora consistenti. L’analisi della sostenibilità del debito indica rischi elevati nel medio termine, con proiezioni che stimano un aumento del rapporto debito/PIL fino al 168% nel 2034.

Le raccomandazioni della Commissione

La Commissione sottolinea l’importanza di riforme e investimenti per superare le carenze strutturali dell’Italia e promuovere condizioni favorevoli alla crescita della produttività. Le condizioni del mercato del lavoro in Italia sono migliorate, con tassi di partecipazione record, sebbene ancora relativamente bassi. Il settore finanziario ha visto miglioramenti nella qualità degli attivi bancari e nella redditività, ma le banche italiane rimangono esposte ai prestiti sovrani e garantiti dallo Stato.

La Commissione evidenzia che mantenere il ritmo di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) è essenziale, e ulteriori sforzi politici sarebbero utili per ridurre l’elevato rapporto debito pubblico. Il Patto di stabilità e crescita riformato offre un meccanismo di sorveglianza adeguato per affrontare i rischi di sostenibilità fiscale.

Le dichiarazioni del commissario Gentiloni

Il commissario all’economia Ue, Paolo Gentiloni, ha affermato che le politiche di bilancio prudenti e gli investimenti pubblici sono cruciali per l’Italia. Le nuove regole Ue aiuteranno a realizzare un migliore equilibrio tra questi obiettivi. Gentiloni ha sottolineato che le economie europee hanno mostrato una straordinaria resilienza, grazie alla risposta politica collettiva e all’attuazione dei piani di ripresa e resilienza.

Le posizioni del governo italiano

Il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito l’impegno del governo italiano per un approccio responsabile alla politica di bilancio. Ha sottolineato la necessità di destinare le risorse disponibili alla mitigazione degli shock economici, supportando la crescita e i redditi da lavoro. Giorgetti ha confermato l’impegno per il taglio del cuneo fiscale, indicando che sarà realizzato senza aumentare il deficit.

Redazione

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