Durante la pandemia di Covid-19, si è registrato un preoccupante calo nelle coperture vaccinali contro il morbillo e la pertosse, con particolare incidenza nel 2020. Questo fenomeno ha interessato soprattutto le aree più colpite dal virus, segnando un passo indietro significativo nelle campagne di immunizzazione. Tuttavia, una successiva ripresa ha permesso di riavvicinarsi a una copertura del 95% per la pertosse e leggermente inferiore per il morbillo in Italia, come evidenziato dal professore Giovanni Rezza dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Il problema non è solo italiano: un allarme europeo
L’allarme, lanciato dal Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) durante la Settimana europea dell’immunizzazione, mostra come il morbillo e la pertosse siano ancora estremamente contagiosi e pericolosi, soprattutto tra gli adulti non vaccinati. La maggior parte dei casi di morbillo, infatti, si registra tra gli adulti oltre i 30 anni, un dato che sottolinea la necessità di interventi mirati a questa fascia di popolazione.
Il Programma di Eliminazione del Morbillo dell’Oms
Secondo Rezza, non tutti sono a conoscenza del programma di eliminazione del morbillo promosso dall’Oms, che prevede vaccinazioni gratuite. Questo dovrebbe incentivare i medici di famiglia a promuovere una maggiore consapevolezza sulle vaccinazioni tra i loro assistiti, al fine di recuperare gli adulti che non hanno ricevuto la dose di richiamo e che sono quindi più suscettibili ai focolai.
La percezione pubblica e l’importanza dei vaccini
Il dottor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, esprime preoccupazione per i recenti dati Ecdc e per il rischio di una regressione significativa nei successi ottenuti negli ultimi anni contro queste malattie. È essenziale, quindi, che i medici e i professionisti sanitari sensibilizzino la popolazione sull’importanza dei vaccini, non solo per il morbillo e la pertosse, ma anche per altre malattie prevenibili, come l’HPV e l’epatite B.
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