La protesta che si è svolta davanti alla sede Rai di Napoli è terminata. Gli organizzatori hanno dichiarato che l’obiettivo era denunciare quello che percepiscono come un atteggiamento di censura da parte della Rai riguardo al conflitto in corso a Gaza, alle controversie sollevate dalle dichiarazioni di Ghali durante il festival di Sanremo, e alla successiva lettura di scuse a Israele effettuata da Mara Venier in onda su Domenica In.
La tensione si è intensificata durante l’evento, risultando in feriti tra i partecipanti e le forze dell’ordine. Un fotogiornalista, presente per documentare l’evento, ha subito un infortunio all’area sopra l’occhio. I dimostranti hanno deciso di ritirarsi solo dopo aver avuto l’opportunità di esprimere le proprie ragioni attraverso un messaggio video.
L’atmosfera è stata carica di tensione davanti all’edificio della Rai in viale Marconi, dove si è tenuto il raduno. La protesta è scaturita in seguito alle reazioni provocate dall’apparizione di Ghali al festival di Sanremo, con alcuni partecipanti che hanno tentato di esporre uno striscione, azione prontamente impedita dalle forze dell’ordine, causando momenti di conflitto fisico.
L’iniziativa è stata promossa da Potere al Popolo, Rete per la Palestina Libera, gruppi di disoccupati e l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in risposta alle controversie nate dall’esibizione di Ghali a Sanremo. Tra i presenti, molti esibivano simboli e slogan in solidarietà con la Palestina, con critiche esplicite nei confronti della Rai, accusata di parteggiare per Israele. Circa duecento persone si sono raccolte all’esterno, alcune delle quali portavano cartelli con immagini forti e messaggi contro il genocidio.
De Magistris ha espresso su piattaforme social la sua partecipazione alla manifestazione, criticando l’uso politico della Rai e la sua presunta parzialità a favore di Israele, sottolineando la violenza subita dai partecipanti che chiedevano giustizia per i palestinesi. Ha condannato l’aggressione subita da chi promuove la pace e il diritto internazionale, ribadendo il suo impegno a sostegno della causa palestinese.
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