Nonostante l’entusiasmo degli agricoltori di Coldiretti, la legge approvata dal Parlamento italiano per vietare la produzione e vendita di alimenti derivati da colture cellulari non è ancora in vigore. La presidenza della Repubblica, guidata da Sergio Mattarella, ha deciso di non firmare il disegno di legge fino a quando l’Unione Europea non avrà emesso una valutazione sulla sua compatibilità con il mercato unico.
La normativa, fortemente voluta dalla destra italiana in nome della sovranità alimentare, potrebbe infatti violare la libera circolazione dei cibi prodotti in laboratorio in Italia, generando così il rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. A due settimane dall’approvazione definitiva della Camera, il testo non è ancora giunto all’esame del Quirinale, e il presidente Mattarella attende il parere europeo prima di prendere una decisione.
Inizialmente, il governo aveva sottoposto il testo a una procedura di valutazione a Bruxelles chiamata Tris, ma il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, avrebbe richiesto il ritiro del testo spiegando che sarebbe stato rimandato a Bruxelles dopo il via libera definitivo del Parlamento.
Oltre alle questioni di sovranità alimentare, il testo solleva dubbi su tre fronti. In primo luogo, il governo Meloni vieta qualcosa che l’Europa non ha ancora autorizzato, poiché attualmente nessuno può produrre e vendere carne coltivata. In secondo luogo, dal punto di vista scientifico, la legge potrebbe limitare la ricerca sugli alimenti da coltivazioni cellulari in Italia. Infine, dal punto di vista giuridico, le norme potrebbero ostacolare gli scambi commerciali tra i Paesi europei, sollevando dubbi di costituzionalità e rischi di procedura d’infrazione.
Lollobrigida, difendendo la legge, ha dichiarato che notificheranno la legge in Europa, ma ha sottolineato che normano per il popolo italiano, agitando la bandiera del sovranismo. Tuttavia, il governo sperava di inviare il ddl a Bruxelles dopo la promulgazione della legge da parte del Quirinale, ma ora sarà necessario attendere la valutazione europea prima che il presidente Mattarella possa firmare la legge.
Riccardo Magi di PiùEuropa suggerisce che il Tris potrebbe sospendere la norma con un invito formale a modificarla, costringendo il governo a ritornare in Parlamento per apportare eventuali modifiche. La partita sulla legge della carne coltivata è ancora aperta e piena di incertezze.
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