La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a provocare pesanti disagi nel Sud Italia, con conseguenze sempre più evidenti sulla viabilità , sui trasporti pubblici e sulla distribuzione delle merci. In Campania restano attivi diversi presidi nei pressi dei caselli autostradali, mentre aumentano le segnalazioni di distributori senza carburante e di difficoltà nell’approvvigionamento dei prodotti alimentari.
La mobilitazione, alla quale partecipano anche gli agricoltori, potrebbe proseguire almeno fino al 27 ottobre. Gli operatori del settore ritengono insufficienti gli interventi annunciati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti durante il confronto con le associazioni di categoria.
La situazione più delicata riguarda la Campania, dove ai blocchi e ai rallentamenti si aggiungono le criticità provocate dal maltempo e dall’allerta meteorologica arancione.
Nel frattempo, il ministro Matteo Salvini ha annunciato lo sblocco di risorse superiori a un miliardo di euro per sostenere gli autotrasportatori, chiedendo però la cessazione delle interruzioni della circolazione. Anche il Codacons è intervenuto, prospettando iniziative giudiziarie qualora i blocchi non vengano rimossi.
Campania, presidi ai caselli di Nola, Avellino Est e Caserta
I principali punti di protesta restano concentrati lungo la rete autostradale campana, dove autotrasportatori e agricoltori continuano a manifestare contro l’aumento dei costi del carburante.
Tra le aree interessate figurano i caselli di Nola, Avellino Est, Mercato San Severino, Caianello, Capua e Caserta Nord.
Ad Avellino Est, in particolare, la mobilitazione coinvolge anche il comparto agricolo, che denuncia difficoltà economiche legate ai rincari energetici e ai costi di produzione.
La presenza dei mezzi pesanti e dei manifestanti sta determinando rallentamenti e difficoltà di accesso ad alcuni snodi stradali.
La prosecuzione dei presidi almeno fino al 27 ottobre rischia di prolungare le ripercussioni sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci, soprattutto nelle province di Napoli e Caserta.
A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono le condizioni meteorologiche avverse, che rendono più difficili gli spostamenti in una regione già interessata da numerose criticità logistiche.
Carburante in esaurimento, tagli ai trasporti pubblici
Le conseguenze della protesta iniziano a coinvolgere anche i servizi essenziali.
L’Ente Autonomo Volturno, EAV, ha annunciato una riduzione dei collegamenti su gomma a partire dal 21 ottobre, a causa delle difficoltà di approvvigionamento del carburante.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, i tagli potrebbero proseguire almeno fino al 24 ottobre, quando potrebbero emergere ulteriori problemi anche per altri servizi di trasporto.
Nel quadro delle criticità segnalate figurano possibili ripercussioni sui collegamenti ferroviari e metropolitani, oltre che sui trasporti marittimi diretti alle isole del Golfo di Napoli.
Restano infatti sotto osservazione i collegamenti verso Ischia e Procida, particolarmente importanti per gli spostamenti quotidiani di residenti, lavoratori e studenti.
Anche Air Campania potrebbe essere costretta a ridimensionare il numero delle corse, qualora le difficoltà nei rifornimenti dovessero persistere.
La carenza di carburante rappresenta dunque un problema che non riguarda più soltanto gli autotrasportatori, ma rischia di coinvolgere una parte significativa della mobilità regionale.
Distributori a secco e supermercati con meno prodotti freschi
Le difficoltà nei rifornimenti stanno alimentando la preoccupazione dei cittadini, soprattutto nelle aree di Napoli e Caserta.
Numerose segnalazioni riguardano distributori che hanno esaurito le scorte di benzina o gasolio, mentre presso gli impianti ancora riforniti si formano lunghe code.
La corsa al pieno contribuisce ad aumentare la pressione sulle stazioni di servizio che dispongono ancora di carburante.
Problemi emergono anche nella distribuzione commerciale.
In alcuni supermercati vengono segnalati scaffali parzialmente vuoti, in particolare nei reparti dedicati ai prodotti freschi, maggiormente dipendenti dalla regolarità delle consegne.
La situazione mette in evidenza il ruolo essenziale dell’autotrasporto nella filiera alimentare e nell’approvvigionamento quotidiano delle attività economiche.
Difficoltà vengono inoltre riferite per il servizio di raccolta dei rifiuti gestito da ASIA a Napoli, che potrebbe risentire delle limitazioni nella disponibilità di carburante.
La protesta arriva in Molise: agricoltori e camionisti a Campobasso
La mobilitazione si estende anche al Molise, dove autotrasportatori e agricoltori hanno organizzato un corteo diretto a Campobasso.
La manifestazione è partita dalla zona industriale di Campochiaro, con mezzi pesanti e veicoli agricoli che hanno raggiunto il capoluogo regionale.
L’iniziativa è promossa con lo slogan “Insieme per il nostro futuro” e richiama tre questioni considerate centrali dagli organizzatori: trasporti, agricoltura e aumento del costo della vita.
L’obiettivo è sensibilizzare le istituzioni e la popolazione sulle difficoltà che stanno attraversando le imprese dei due settori.
Gli organizzatori hanno invitato anche i cittadini e i commercianti a sostenere la mobilitazione, chiedendo agli esercenti di abbassare temporaneamente le serrande come segno di solidarietà .
La protesta molisana conferma come il malcontento legato ai costi energetici e produttivi coinvolga diverse categorie economiche.
Salvini annuncia oltre un miliardo di euro per gli autotrasportatori
Sulla situazione è intervenuto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante la trasmissione Radio Anch’io su Rai Radio1.
Il ministro ha annunciato lo sblocco di risorse superiori a un miliardo di euro per contrastare gli effetti del caro carburante sul settore dell’autotrasporto.
Secondo quanto dichiarato da Salvini, gli interventi riguardano il periodo compreso tra marzo e ottobre, con l’obiettivo di estendere la copertura fino alla conclusione dell’anno.
Il ministro ha sostenuto che le misure adottate consentono di compensare circa il 70% dei maggiori costi sostenuti dagli operatori.
Ha inoltre comunicato l’avvio dei pagamenti destinati a quasi 32.000 autotrasportatori, dopo l’esame delle domande presentate.
A queste risorse si aggiungerebbero 590 milioni di euro destinati al rinnovo dei mezzi utilizzati dalle imprese di trasporto.
Salvini ha collegato le difficoltà del comparto anche alle tensioni internazionali e ha criticato le politiche europee che, a suo giudizio, hanno penalizzato il trasporto su gomma e i veicoli con motori tradizionali.
Il ministro condanna i blocchi: protestare non deve fermare altri lavoratori
Pur riconoscendo le difficoltà economiche affrontate dagli autotrasportatori, Salvini ha espresso una netta contrarietà ai blocchi stradali che impediscono la circolazione e ostacolano altre attività produttive.
Il ministro ha ricordato di aver incontrato sia le principali organizzazioni di categoria sia i rappresentanti delle realtà più piccole, sottolineando la disponibilità del Governo al confronto.
Ha però distinto le ragioni della protesta dalle modalità con cui viene condotta.
Secondo Salvini, le interruzioni della viabilità rischiano di danneggiare milioni di cittadini e lavoratori, compresi produttori, agricoltori, pescatori, pendolari e agenti di commercio.
La posizione del Ministero è quindi quella di proseguire il dialogo con il settore, chiedendo contemporaneamente la rimozione dei blocchi.
Codacons pronto alle denunce contro i blocchi stradali
Anche il Codacons ha preso posizione sulla prosecuzione delle manifestazioni.
L’associazione dei consumatori ha annunciato possibili denunce alle Procure competenti qualora i blocchi non vengano rimossi entro il 21 ottobre.
Pur riconoscendo le ragioni economiche alla base della mobilitazione, il Codacons ritiene che le interruzioni della circolazione stiano causando conseguenze eccessivamente gravi per la collettività .
L’associazione richiama in particolare le difficoltà negli spostamenti, la riduzione dei servizi e le carenze di beni di prima necessità nei negozi.
Secondo quanto annunciato, le eventuali iniziative giudiziarie potrebbero riguardare ipotesi di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.
Spetterà comunque alle autorità giudiziarie valutare l’eventuale sussistenza di reati e le responsabilità individuali, qualora vengano effettivamente presentate denunce.
Prezzi carburanti, gasolio oltre 2,25 euro al litro
Nel frattempo, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha diffuso i dati aggiornati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti relativi al 21 ottobre 2026.
Il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self-service sulla rete stradale è pari a 2,259 euro al litro, mentre quello della benzina raggiunge 2,026 euro al litro.
Sulle autostrade i valori risultano ancora più elevati.
| Carburante | Rete stradale | Autostrade |
|---|---|---|
| Benzina self-service | 2,026 €/litro | 2,045 €/litro |
| Gasolio self-service | 2,259 €/litro | 2,294 €/litro |
I prezzi confermano l’entità dei costi sostenuti dagli operatori che utilizzano quotidianamente mezzi alimentati a gasolio.
Per le imprese di autotrasporto, anche variazioni contenute del prezzo al litro possono incidere in maniera significativa sui bilanci, considerando i consumi elevati e le lunghe percorrenze.
Protesta degli autotrasportatori, giorni decisivi per il Sud Italia
Il proseguimento dei presidi pone nuove incognite sulla regolarità dei servizi e sulla distribuzione delle merci nelle regioni meridionali.
In Campania, dove si concentrano le maggiori criticità , l’attenzione resta rivolta alla disponibilità di carburante per il trasporto pubblico, alla continuità delle consegne e alla situazione della rete autostradale.
Nel frattempo, le associazioni di categoria attendono ulteriori risposte dal Governo, mentre le istituzioni chiedono che le manifestazioni non compromettano la libertà di circolazione e l’accesso ai servizi essenziali.
I prossimi giorni saranno determinanti per capire se gli aiuti annunciati riusciranno a favorire una soluzione della vertenza oppure se i blocchi continueranno fino alla data indicata dai manifestanti, il 27 ottobre.
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