Carburanti, rincara il diesel: accisa piena e nuovo tetto Eni

Dal 6 ottobre termina lo sconto fiscale sul gasolio: l'accisa sale di 5 centesimi al litro. Enilive porta il price cap a 2,25 euro, mentre aumentano anche Gpl e metano.

Nuovo aumento per il gasolio in Italia. Da oggi, 6 ottobre, viene meno la riduzione temporanea dell’accisa prevista nelle scorse settimane per contenere gli effetti dei rincari energetici. L’aliquota torna così al livello ordinario di 672,90 euro per mille litri, con un incremento di 50 euro rispetto ai 622,90 euro applicati fino al 5 ottobre.

Il ritorno all’aliquota piena era già previsto dal decreto-legge del 17 settembre: dal 18 al 25 settembre l’accisa era stata fissata a 572,90 euro per mille litri, per poi salire a 622,90 euro dal 26 settembre al 5 ottobre. Da oggi viene quindi ripristinato il livello previsto dall’inizio del 2026.

Per gli automobilisti l’effetto non è necessariamente un aumento automatico di cinque centesimi alla pompa, perché il prezzo finale dipende anche dalle politiche commerciali degli operatori, dalle quotazioni internazionali e dalle altre componenti del prezzo. Il rialzo fiscale, una volta considerata anche l’Iva, può comunque tradursi in circa sei centesimi al litro.

Eni alza il tetto sul prezzo del diesel

La novità fiscale produce effetti anche sull’iniziativa avviata da Eni alla fine di settembre. La società aveva introdotto attraverso le stazioni Enilive aderenti un price cap di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, inizialmente previsto per 30 giorni.

Fin dall’annuncio del 25 settembre Eni aveva precisato che il limite massimo era “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore”. Il venir meno dello sconto fiscale porta ora il tetto sul diesel a 2,25 euro al litro, sei centesimi in più.

La benzina, invece, non è interessata dallo stesso incremento dell’accisa e il tetto Eni resta a 1,99 euro al litro.

L’iniziativa della compagnia era stata adottata in una fase caratterizzata da forti tensioni sui mercati dei prodotti raffinati. Eni aveva motivato l’intervento richiamando le crisi geopolitiche, la contrazione dell’offerta internazionale e la riduzione della capacità di raffinazione europea.

Benzina a 2,043 euro, diesel a 2,244

Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, nella mattinata del 6 ottobre il prezzo medio nazionale in modalità self service sulla rete stradale si attesta a 2,043 euro al litro per la benzina, cinque millesimi in meno rispetto al giorno precedente.

Il gasolio raggiunge invece 2,244 euro al litro, con un incremento di due millesimi. Aumenti interessano anche gli altri carburanti: il Gpl sale a 0,763 euro al litro, mentre il metano arriva a 1,905 euro al chilogrammo.

Il primo impatto medio del ritorno dell’accisa ordinaria appare dunque molto più contenuto rispetto all’intero aumento fiscale. Sarà l’andamento dei prossimi giorni a mostrare quanto del maggiore carico verrà trasferito sui prezzi praticati agli automobilisti.

In autostrada diesel oltre 2,26 euro al litro

I valori risultano leggermente superiori lungo la rete autostradale. La benzina self si colloca mediamente a 2,054 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge quota 2,267 euro.

Per il Gpl la media autostradale è di 0,888 euro al litro e per il metano di 1,837 euro al chilogrammo.

Il quadro conferma quindi un divario significativo tra benzina e diesel. Quest’ultimo, dopo mesi caratterizzati da ripetuti interventi sulle accise, torna ora a essere sottoposto all’aliquota ordinaria.

Perché l’accisa sul gasolio torna a 672,90 euro

Il valore attuale non nasce dall’ultimo provvedimento emergenziale. Dall’1 gennaio 2026 le aliquote ordinarie di benzina e gasolio sono state equiparate a 672,90 euro per mille litri. Nel caso del diesel ciò aveva comportato un incremento rispetto ai 632,40 euro precedenti, mentre per la benzina l’aliquota era stata ridotta.

Nel corso dell’anno, tuttavia, il Governo è intervenuto ripetutamente per attenuare l’impatto della crisi energetica sui carburanti, modificando temporaneamente le aliquote.

L’ultimo intervento, contenuto nel decreto-legge 162 del 17 settembre, aveva ridotto l’accisa sul diesel a 572,90 euro per mille litri fino al 25 settembre e successivamente a 622,90 euro fino al 5 ottobre.

Con la scadenza della misura, dal 6 ottobre torna quindi automaticamente l’aliquota ordinaria.

Rialzi anche per il Gpl

Il diesel non è l’unico carburante sotto osservazione. Staffetta Quotidiana segnala nuovi ritocchi anche sul Gpl, collegati in questo caso all’aumento dei prezzi di importazione dall’Algeria.

Eni, Q8 e Tamoil hanno incrementato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del prodotto.

Guardando ai dati relativi ai circa 21 mila punti vendita che comunicano le proprie tariffe all’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la fotografia rilevata alle 8 del 5 ottobre mostrava una benzina self a 2,039 euro al litro e un diesel self a 2,233 euro.

In modalità servita, le medie erano invece rispettivamente di 2,176 euro per la benzina e 2,372 euro per il gasolio.

Compagnie e pompe bianche, le differenze di prezzo

I dati evidenziano differenze rilevanti anche in base alla tipologia di distributore.

Per la benzina self, la media delle compagnie era pari a 2,012 euro al litro, contro 2,108 euro delle pompe bianche. Sul diesel self i valori erano rispettivamente di 2,213 e 2,278 euro.

Lo scenario cambia parzialmente passando al servito: la benzina raggiungeva mediamente 2,190 euro presso gli impianti delle compagnie e 2,144 nelle pompe bianche, mentre per il diesel le medie erano di 2,390 e 2,322 euro.

Sul fronte degli altri carburanti, il Gpl servito risultava a 0,755 euro al litro, il metano a 1,907 euro al chilogrammo e il Gnl a 1,865 euro al chilogrammo.

I prezzi di Eni, IP, Q8 e Tamoil

Tra i principali marchi, prima dell’ultimo adeguamento legato all’accisa, la benzina self Eni risultava a 1,991 euro al litro, mentre IP si attestava a 2,031 euro, Q8 a 1,996 e Tamoil a 2,026.

Sul gasolio self, Eni registrava una media di 2,191 euro al litro, IP di 2,232, Q8 di 2,194 e Tamoil di 2,227.

I valori mostrano anche gli effetti delle iniziative commerciali introdotte dopo il forte aumento delle quotazioni internazionali. Al 5 ottobre, secondo Figisc, il price cap Eni e il successivo riallineamento di altri operatori avevano già prodotto variazioni significative sui prezzi praticati nelle diverse aree del Paese.

Più di 10 mila distributori con la benzina sotto i due euro

Uno degli effetti più visibili del tetto introdotto da Eni e delle successive mosse degli altri operatori riguarda la benzina. Alla vigilia del ritorno dell’accisa piena sul diesel, 10.695 distributori su oltre 21 mila risultavano praticare un prezzo della benzina inferiore ai due euro al litro.

Per il diesel, invece, la situazione cambia da oggi. L’incremento dell’accisa di cinque centesimi, insieme all’Iva, determina una pressione al rialzo che si riflette già nell’adeguamento del tetto Eni.

Il dato da seguire nei prossimi giorni sarà quindi la velocità con cui il maggiore carico fiscale verrà incorporato nei prezzi effettivamente praticati sulla rete. Per gli automobilisti, soprattutto quelli che percorrono molti chilometri con vetture diesel, anche pochi centesimi di differenza al litro possono trasformarsi in un aumento significativo della spesa complessiva per il pieno.

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