Il controesodo di fine agosto si apre con una nuova pressione sui prezzi dei carburanti. Proprio nei giorni in cui milioni di italiani si preparano a rientrare dalle vacanze, benzina e gasolio registrano ulteriori aumenti, contribuendo a rendere più costoso il viaggio verso casa.
La situazione arriva mentre si avvicina anche la scadenza della proroga sul taglio delle accise per il gasolio, fissata per il 25 agosto, un provvedimento che aveva contribuito a contenere l’impatto degli aumenti.
Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self service ha raggiunto 2,008 euro al litro, in crescita rispetto ai 2,005 euro del giorno precedente. Sulla rete autostradale il costo medio è salito a 2,085 euro al litro, contro i 2,080 euro registrati in precedenza.
Anche il diesel mostra un andamento crescente: sulle strade ordinarie il prezzo medio in modalità self si attesta a 2,128 euro al litro, mentre in autostrada arriva a 2,200 euro al litro.
Il controesodo diventa una spesa aggiuntiva per le famiglie
L’aumento dei carburanti pesa soprattutto sugli automobilisti impegnati nei viaggi di rientro più lunghi. A evidenziarlo è il Codacons, che ha elaborato il cosiddetto “paniere del controesodo” per stimare il costo complessivo di un viaggio autostradale dopo le vacanze.
Secondo l’associazione dei consumatori, per molte famiglie il ritorno a casa non rappresenta soltanto un problema legato al traffico, ma anche un ulteriore esborso economico. Tra carburante, pedaggi e soste nelle aree di servizio, il costo può arrivare a circa 270 euro per nucleo familiare, con punte vicine ai 300 euro nei tragitti più impegnativi.
Prendendo come riferimento una percorrenza di 500 chilometri, la sola spesa per il carburante può arrivare a circa 69 euro, considerando consumi medi. A questa cifra devono poi essere aggiunti i costi dei pedaggi autostradali, che possono variare indicativamente tra 30 e 40 euro in base al percorso scelto.
Il totale supera quindi facilmente quota 100 euro prima ancora di includere eventuali fermate durante il viaggio.
Soste e servizi autostradali fanno aumentare il conto
A incidere sul budget familiare contribuiscono anche le pause nelle aree di servizio. Per una famiglia composta da quattro persone, una semplice sosta con panini, bevande, acqua e caffè può trasformarsi in una spesa significativa, aggiungendo diverse decine di euro al costo finale della trasferta.
Il peso maggiore si registra soprattutto per chi deve affrontare percorrenze molto lunghe, con tratte autostradali estese e maggiori necessità di rifornimenti e soste.
Il Codacons ha sottolineato che il viaggio di ritorno rischia di rappresentare un ulteriore sacrificio economico dopo gli aumenti già sostenuti durante il periodo estivo, tra soggiorni, ristorazione e servizi turistici.
Secondo l’associazione, il conto del rientro può diventare particolarmente gravoso per i bilanci familiari, soprattutto considerando che settembre si presenta già come un mese caratterizzato da numerose spese programmate.
Tra traffico intenso e rincari energetici, il controesodo 2025 si conferma quindi una fase delicata per milioni di automobilisti italiani, chiamati a gestire non solo i tempi del viaggio ma anche un costo sempre più elevato degli spostamenti.
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