Bologna, corteo per Fakir degenera: scontri, feriti e polemiche politiche

La manifestazione nata per chiedere verità sulla morte di Abderrahim Fakir si trasforma in una lunga notte di tensione. La famiglia condanna le violenze, mentre si apre il confronto politico e istituzionale.

La manifestazione nata per chiedere verità sulla morte di Abderrahim Fakir si trasforma in una lunga notte di tensione. La famiglia condanna le violenze, mentre si apre il confronto politico e istituzionale.

La manifestazione organizzata a Bologna per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un intervento di polizia, si è conclusa con una lunga sequenza di disordini nel centro cittadino. Quella che era iniziata come una mobilitazione pacifica si è progressivamente trasformata in una protesta violenta, con lanci di bombe carta, cassonetti danneggiati, auto incendiate e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine davanti alla Prefettura e alla Questura.

Il bilancio dei feriti resta in aggiornamento

Secondo le prime informazioni diffuse nella notte, il bilancio provvisorio parla di 11 feriti lievi. Il servizio di emergenza sanitaria ha assistito cinque agenti di polizia e quattro civili, mentre un poliziotto e un manifestante sono stati trasportati in ospedale con lesioni giudicate non gravi.

Diversa la ricostruzione fornita dal Coisp, sindacato di polizia, che riferisce di 56 agenti feriti, appartenenti ai Reparti Mobili di Padova, Firenze e Bologna, con prognosi fino a quindici giorni.

Il segretario del sindacato, Domenico Pianese, ha dichiarato: “Il bilancio dei disordini di ieri sera a Bologna è un bollettino di guerra”, aggiungendo che gli agenti sarebbero stati colpiti da pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai gruppi più violenti presenti alla manifestazione.

La famiglia prende le distanze dagli scontri

I familiari di Abderrahim Fakir hanno espresso una netta condanna degli episodi di violenza che hanno caratterizzato la seconda parte della manifestazione. L’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia, ha sostenuto che quanto accaduto rappresenta un danno alla ricerca della verità, perché rischia di spostare l’attenzione dall’accertamento delle responsabilità sulla morte del 42enne. Il legale ha inoltre manifestato solidarietà agli operatori delle forze dell’ordine impegnati nella gestione dell’ordine pubblico.

Secondo diverse testimonianze, durante le fasi più concitate del corteo alcuni partecipanti avrebbero contestato gli attivisti dell’area antagonista, accusandoli di avere trasformato una protesta nata con finalità pacifiche in un confronto violento con la polizia.

L’appello della nipote dal palco

Prima che la situazione degenerasse, dal palco allestito in Piazza del Nettuno era intervenuta la nipote della vittima, Yosra Fakir, che, visibilmente commossa, aveva ricordato lo zio chiedendo che il suo caso non venisse dimenticato.

Nel suo intervento ha affermato: “Quello che è successo ha lasciato dentro di noi dolore, rabbia e tante domande”.

La famiglia ha ribadito di non cercare vendetta, ma “verità, giustizia, rispetto e umanità”, chiedendo che vengano chiarite eventuali responsabilità e le modalità con cui è stato gestito l’intervento che ha preceduto il decesso di Fakir.

Alla manifestazione era presente anche il presidente della Comunità islamica di Bologna, Yassine Lafram, che ha invitato la città a sostenere la famiglia. Durante il suo intervento, però, parte della piazza ha risposto con cori contro le forze dell’ordine, tra cui “Assassini” e “Abderrahim non lo abbiamo perduto, lo hanno ammazzato”.

Dal corteo agli scontri nel centro cittadino

Nel corso del presidio sono stati scanditi diversi slogan, tra cui “Tout le monde deteste la police” e “Giustizia, giustizia”. Al termine dell’iniziativa, migliaia di persone si sono dirette in corteo verso piazza Roosevelt.

Con il passare delle ore il clima si è aggravato. Ai cori contro le forze dell’ordine sono seguiti il lancio di bottiglie e altri oggetti verso gli agenti schierati in assetto antisommossa. Successivamente sono iniziati gli scontri, caratterizzati da bombe carta, calci e insulti rivolti ai poliziotti, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con manganelli, scudi, lacrimogeni e idranti per contenere l’avanzata dei manifestanti.

Nel corso dei disordini sono state utilizzate anche le barriere dei cantieri del tram come protezione improvvisata. Alcuni manifestanti hanno inoltre danneggiato biciclette del servizio di sharing e lanciato sedie prelevate dai dehors dei locali della zona.

Il caso arriva anche sulla stampa internazionale

La vicenda di Abderrahim Fakir ha ottenuto attenzione anche fuori dai confini italiani. Il New York Times ha dedicato un approfondimento alla morte del 42enne, evidenziando i paragoni avanzati da alcuni manifestanti con il caso di George Floyd, ucciso negli Stati Uniti nel 2020 durante un arresto. Il quotidiano americano ha inoltre riportato le immagini della protesta bolognese, ricordando la presenza di bandiere marocchine e di striscioni contro la violenza della polizia e il razzismo.

Lo scontro politico

Gli incidenti hanno provocato immediate reazioni sul piano politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha condannato i disordini, definendo responsabili dei “teppisti” e annunciando una visita a Bologna per esprimere vicinanza agli agenti rimasti feriti.

Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto sulla vicenda, sottolineando: “Qualcuno non perde occasione per utilizzare la morte di una persona che, invece, non dovrebbe mai essere strumentalizzata. La politica dovrebbe esprimere il suo volto piu’ nobile, soprattutto quando c’e’ di mezzo la vita delle persone. Convocare una manifestazione che sfocia in aggressioni alle forze dell’ordine rappresenta l’ennesima occasione per trasformare una tragedia in una polemica”.

Il titolare del Viminale ha inoltre definito la morte di Fakir “un episodio molto drammatico e tragico”, aggiungendo che si tratta di “una vicenda che deve interrogare tutti su ciò che si può fare affinché fatti del genere non si ripetano”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi italiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Omicidio Piscitelli, sette arresti: svolta nelle indagini su Diabolik

Accusati i presunti mandanti della morte del leader degli Irrid.ucibili: contestati omicidio mafioso, traffico di...

Lorena Isceri uccisa dall’ex: il viaggio dell’orrore finito in tragedia

La 45enne trovata morta sotto un viadotto dell’A1 insieme all’ex compagno Federico Vella, che si...

Visto italiano per il sospetto del caso Lipsia: cresce l’allerta Ue

Le autorità tedesche indagano sul presunto ingresso in area Schengen con un documento rilasciato a...