Nel pieno dell’ondata di caldo che sta interessando l’Italia, la situazione appare particolarmente critica in diverse aree urbane, con un bilancio che si aggrava soprattutto nel Nord. A fare le spese delle temperature eccezionali è anche Genova, dove nelle ultime 24 ore si registrano due decessi e numerosi accessi ai pronto soccorso riconducibili agli effetti del caldo intenso.
Due vittime e decine di interventi negli ospedali di Genova
All’interno del Policlinico San Martino del capoluogo ligure, un uomo di 86 anni ricoverato da due giorni e una donna nata nel 1947, giunta già in arresto cardiaco, sono deceduti: secondo le prime valutazioni, entrambi i casi sarebbero collegati alle elevate temperature.
Sul fronte dell’assistenza, nelle strutture sanitarie cittadine si sono registrati diversi episodi di malori. Al San Martino si contano quattro accessi tra disidratazioni e sincopi in pazienti di età compresa tra i 16 e gli 87 anni. All’ospedale Galliera si segnalano ulteriori quattro casi tra lipotimia, disidratazione e sindromi presincopali. Al Villa Scassi, infine, due interventi hanno riguardato sincope con disidratazione e sintomi da forte esposizione al sole, incluso un giovane di 19 anni e un uomo di 46. Nessun caso legato al caldo è stato invece registrato a Voltri.
Nel primo pomeriggio, inoltre, una pattuglia della polizia locale è intervenuta per soccorrere un uomo colpito da arresto cardiaco in via XXV Aprile. Gli agenti hanno avviato le manovre di rianimazione fino all’arrivo del 118, che è riuscito a ripristinare l’attività cardiaca prima del trasferimento in codice rosso al San Martino.
Grave episodio anche in Toscana: uomo colto da malore
Situazione critica anche in Toscana, dove a Pisa un uomo di 45 anni è stato colto da un malore riconducibile a un colpo di calore mentre si trovava in un impianto sportivo nel territorio di Crespina Lorenzana. L’intervento del 118 è stato immediato e il paziente è stato trasferito in codice rosso all’ospedale pisano.
22 città in rosso: scatta l’allerta massima
Secondo il bollettino aggiornato del Ministero della Salute, sono 22 i capoluoghi italiani in allerta massima (livello 3), indicati in rosso per condizioni climatiche potenzialmente pericolose anche per persone sane e attive.
Tra le città coinvolte figurano Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze e molte altre, tra cui Bari, Palermo, Venezia, Verona, Brescia, Perugia, Pescara, Ancona, Cagliari e Trieste. Per la giornata successiva è previsto un ampliamento dell’allerta anche a ulteriori centri urbani.
Sistema sanitario sotto pressione, ma regge l’urto
La Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu) conferma che il sistema ospedaliero sta affrontando l’emergenza, pur con segnali di difficoltà in alcuni presidi, soprattutto nel Nord Italia.
In una nota viene riportata la posizione del presidente Alessandro Riccardi: “La situazione è stabile, ma se il caldo persiste le cose potrebbero peggiorare”. Riccardi sottolinea inoltre che il sistema “per ora regge” grazie all’esperienza del personale sanitario maturata anche durante l’emergenza pandemica.
Secondo il past president Fabio De Iaco, il problema principale non è il picco di temperatura ma la sua durata: “Il vero problema non è il dato di picco, ma la durata complessiva e continua del caldo”. Viene inoltre evidenziata la pressione crescente su strutture come il Pronto soccorso del Maria Vittoria di Torino, dove si adottano misure straordinarie per la gestione dei pazienti colpiti da stress termico.
Seguici su
Aggiungi italiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.