Un violento doppio evento sismico ha colpito il nord della Venezuela nella giornata di mercoledì 24 giugno, provocando una delle peggiori catastrofi recenti nella regione.
Secondo i dati diffusi dal United States Geological Survey, le scosse — di magnitudo 7.1 e 7.5 — si sono verificate a breve distanza temporale tra loro, con epicentri localizzati vicino alle città di Morón e San Felipe, a circa 300 chilometri dalla capitale Caracas.
Bilancio umanitario drammatico e città distrutte
Il quadro delle conseguenze è estremamente grave: le stime provvisorie parlano di centinaia di vittime, migliaia di feriti e decine di migliaia di dispersi. Le autorità internazionali indicano inoltre milioni di persone coinvolte in varia misura dagli effetti del sisma.
Il sistema sanitario locale è fortemente compromesso: oltre venti strutture ospedaliere risultano danneggiate e la carenza di forniture mediche sta aggravando l’emergenza.
Emergenza nazionale e controllo militare del territorio
Per fronteggiare il caos e prevenire episodi di sciacallaggio, il governo ad interim ha disposto misure straordinarie di sicurezza nella regione costiera di La Guaira, epicentro della devastazione.
Le autorità locali hanno rafforzato la presenza delle forze armate per garantire l’ordine pubblico mentre proseguono le operazioni di soccorso.
Mobilitazione internazionale e aiuti dall’Italia
La risposta internazionale è stata immediata e coordinata dalla United Nations, con l’invio di squadre di soccorso da numerosi Paesi.
Anche l’Italia è intervenuta attraverso la Farnesina, confermando vittime e dispersi tra i cittadini italo-venezuelani e attivando operazioni di assistenza.
Dall’aeroporto di Pratica di Mare sono partiti voli militari con personale specializzato, tra cui unità dei Vigili del Fuoco e operatori sanitari dell’ARES 118 Lazio, impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso.
Sostegno globale e interventi umanitari
La mobilitazione internazionale coinvolge circa 1.000 soccorritori provenienti da diversi Paesi, già operativi nelle zone colpite.
Tra gli interventi di sostegno economico e diplomatico figura anche quello attribuito a Papa Leone XIV, che avrebbe disposto un contributo per le attività umanitarie. Anche alcuni governi hanno temporaneamente modificato misure economiche restrittive per facilitare l’arrivo degli aiuti.
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