Tartarughe marine: tornano i monitoraggi WWF sulle spiagge

Volontari e operatori in azione lungo le coste italiane per proteggere i nidi

A fine maggio riprendono sulle spiagge del Sud Italia le attività di monitoraggio del WWF dedicate alla tutela della tartaruga marina Caretta caretta. Come ogni estate da oltre vent’anni, circa un centinaio tra volontari e operatori saranno impegnati lungo le coste di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia per individuare e proteggere i nidi durante la stagione riproduttiva.

La stagione è già iniziata in alcune aree del Mediterraneo: i primi nidi sono stati segnalati il 2 maggio in Turchia, sulla spiaggia di Iztuzu, e il 13 maggio in Grecia, nel golfo di Kyparissia. Negli ultimi anni, le nidificazioni si sono estese anche lungo le coste centrali e settentrionali dell’Italia, come in Toscana e Liguria, segno di un cambiamento nelle abitudini della specie.

I monitoraggi
Le attività di sorveglianza comprendono pattugliamenti a piedi all’alba e, in alcuni casi, l’uso di droni, lungo centinaia di chilometri di spiagge ritenute idonee per la deposizione delle uova. Negli ultimi anni, i risultati sono stati significativi: le nidificazioni registrate in Italia sono passate da 219 nel 2023 a 338 nel 2025, il valore più alto mai rilevato, con la Sicilia che concentra circa il 70% dei nidi.

Il ruolo del clima
Il fenomeno è favorito dall’aumento delle temperature delle acque marine nel Mediterraneo centrale, che rende sempre più importante un presidio costante delle coste. Come sottolinea il WWF, “l’aumento dei nidi è una notizia positiva, ma rappresenta anche una grande responsabilità: ogni nuovo sito di nidificazione deve essere protetto e gestito correttamente, soprattutto in aree fortemente antropizzate”.

Le squadre WWF, insieme a volontari e cittadini formati, svolgeranno attività quotidiane all’alba per:

  • Individuare tracce di risalita delle tartarughe sulle spiagge;
  • Segnalare e mettere in sicurezza i nidi;
  • Coordinarsi con le autorità competenti;
  • Sensibilizzare bagnanti e operatori turistici.

Particolare attenzione sarà rivolta ai lidi e alla gestione di pratiche che riducano il disturbo antropico. Dal 2025, i monitoraggi rientrano nel progetto europeo LIFE ADAPTS, cofinanziato dall’UE, che sviluppa strategie per l’adattamento al cambiamento climatico e la tutela di specie vulnerabili come la foca monaca e le tartarughe marine. Il progetto utilizza tecnologie avanzate, tra cui eDNA, droni, fototrappole e telemetria satellitare, coinvolgendo le comunità locali e promuovendo pratiche replicabili per la protezione dei nidi.

Le tartarughe marine rappresentano indicatori chiave della salute degli ecosistemi costieri, e la loro crescente presenza evidenzia la necessità di spiagge più naturali, meno artificializzate e meglio gestite.

Tre mosse per salvarle
Il WWF invita cittadini, turisti e operatori balneari a collaborare seguendo tre semplici regole:

  1. Segnalare eventuali tracce o avvistamenti al 1530 della Capitaneria di Porto o agli operatori WWF;
  2. Evitare di disturbare le aree di nidificazione;
  3. Ridurre l’uso di luci artificiali e mezzi meccanici sulla spiaggia.
Redazione

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