Il microfono di cristallo di Eurovision va in Bulgaria. “Bagaranga” di Dara trionfa con 516 punti. Un plebiscito al televoto per la popstar bulgara nell’anno in cui il Paese tornava in gara dopo tre anni di assenza: 312 punti al televoto sono stati sufficienti per lasciarsi alle spalle Noam Bettan, il rappresentante israeliano, molto lontano (343). Terza un’altra rientrante, ovvero la Romania, con Alexandra Capitanescu e la sua “Choke me”, conn 296 punti. Quarta l’Australia con “Eclipse” di Delta Goodrem. La popstar internazionale, 20 milioni di dischi venduti, è stata a lungo in corsa per la vittoria.
Ottimo quinto posto per l’Italia: i 281 punti sono frutto dei 134 della giuria uniti ai 147 del televoto. Un dato, quest’ultimo, accolto con un chiaro disappunto dall’artista napoletano, ben ripreso dalla telecamere. Ma è un risultato straordinario: la tredicesima top 10 di cui 9 consecutive e 12 top 7 di cui 9 consecutive con cinque Top 5.
Sal Da Vinci esce comunque a testa alta. Tutta l’Europa canta la sua canzone: alla fine della sua esibizione si è commosso, come aveva fatto anche poco prima della diretta, quando la delegazione lo ha portato in sala stampa per un flashmob sulle note di “Per sempre si”: tutti cantavano in corso. Il risultato è forse addirittura inatteso perchè in molti davano l’Italia addirittura fuori dalla Top 10. E invece dal rientro del 2011, l’Italia continua ad inanellare risultati straordinari che la rendono la migliore delle Big 5.
Grandi sconfitte la Finlandia, favoritissima per i bookmakers sin dai primi giorni ed invece solo stesta dietro all’italia:Linda Lampenius e Pete Parkkonen col brano “Liekhinheitin” raccolgono comunque il consenso del pubblico e la Grecia. “Ferto” è l’altro banger dell’edizione ma a sorpresa ha raccolto pochissimo consenso dal pubblico.
Disfatta per la Svezia: “My system” di Felicia è appena ventesima, lungamente a zero punti per le giurie e per la Francia, appena undicesima e mentre Satoshi con “Viva Moldova” raccoglie un successo al televoto che conferma la bontà della proposta e del genere, sempre attuale ad Eurovision.
Non una vittoria per caso, quella bulgara. Costruita con volontà di tornare a grandi livelli, la performance è stata curata dagli svedesi Fredrik Benke Rydman e Sacha Jean Baptiste, due nomi di livello, già più volte protagonisti di primo piano dell’Eurovision. A firmare il pezzo invece il greco Dimitris Konotopulos, già vincitore nel 2005 con “My number one” di Helena Paparizou.
La Bulgaria: primo trionfo
Si tratta del primo successo nella storia dell’Eurovision per la Bulgaria e in assoluto della prima vittoria per BNT in un concorso dell’Eurovision: per Dara non è record di punti perchè Kristian Kostov, secondo nel 2017 conquistò ne conquistò 615 ma il brano dopo il primo posto in patria si avvia probabilmente a diventare un successo internazionale. La Bulgaria invece ospiterà un evento dell’Eurovision a distanza di 12 anni dallo Junior Eurovision 2015 ospitato a Sofia al posto dell’Italia vincitrice.
Torna sul podio anche la Romania, quindici anni dopo il terzo posto di Paula Seling e Ovi nel 2010 con “Playing with fire”. Per Israele secondo piazzamento d’onore consecutivo e terzo podio nelle ultime quattro edizioni.
Seguici su
Aggiungi italiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
