La delegazione italiana ha vissuto una giornata intensa a Vienna mercoledì 13 maggio, con due eventi distinti che hanno messo al centro Sal Da Vinci, il rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest 2026. Il cantante originario di Ercolano, affiancato dai commentatori Rai Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, ha partecipato nel primo pomeriggio a una conferenza stampa ospitata dall’ambasciata d’Italia, per poi essere protagonista nel tardo pomeriggio di un evento cross-promozionale italo-tedesco al QuarterMuseum di Vienna.
La conferenza stampa al Palazzo Metternich
La sede scelta per l’incontro con la stampa non è stata casuale: l’ambasciata italiana a Vienna ha sede dal 1908 nel prestigioso Palazzo Metternich, cornice storica che ha accolto l’ambasciatore Giovanni Pugliese, padrone di casa, insieme ai volti del team Italia. Sal Da Vinci ha colto l’occasione per riflettere sul proprio percorso umano e artistico, consegnando un messaggio diretto alle nuove generazioni: “Per me che vengo dal basso, ogni conquista l’ho fatta con fatica e oggi sono arrivato fino a qui, spero di essere un esempio per le giovani generazioni. Ai giovani voglio dire non mollate mai: il fallimento non è una caduta, è una prova, i tuoi occhi non possono vederti steso lì, devi essere bravo a rialzarti. Allora la vita ti viene appresso”.
Il cantante ha anche ricordato un traguardo personale imminente: a settembre festeggerà 50 anni di carriera, un anniversario straordinario per chi, come lui, ha 57 anni e ha mosso i primi passi da Ercolano, città che ha definito “piccola ma di grande cultura”. “Non avrei mai pensato di arrivare fino a qui. Se è accaduto a me può accadere a chiunque”, ha dichiarato.
Gabriele Corsi ha invece inquadrato la presenza italiana all’Eurovision nel solco della storia: “Siamo qui grazie al Festival di Sanremo, sia perché qui c’è il vincitore di Sanremo, sia perché da Sanremo l’Eurovision fu originato 70 anni fa”. Il commentatore ha poi speso parole significative su Sal Da Vinci, evidenziando come l’artista possieda una rara capacità empatica: “Sa sempre regalare un sorriso”. Ha citato infine Papa Francesco: “L’unico momento in cui un uomo ne può guardare un altro dall’alto in basso è quando lo aiuta a rialzarsi”.
Elettra Lamborghini ha sintetizzato la propria presenza con una dichiarazione essenziale: “Sono qua soprattutto per sostenere Sal Da Vinci e l’Italia”.
L’evento italo-tedesco al QuarterMuseum
Nel tardo pomeriggio il focus si è spostato al QuarterMuseum, dove l’ambasciata italiana in Austria e quella tedesca, insieme con l’Istituto Italiano di Cultura, hanno organizzato un evento cross-promozionale tra le delegazioni di Italia e Germania in vista della finale di Eurovision 2026, in programma sabato 16 maggio. Presenti entrambi gli ambasciatori, Giovanni Pugliese e Vito Cecere.
Sul palco, accanto a Sal Da Vinci, è salita Sarah Engels, la cantante che porta la Germania in gara e che vanta radici siciliane per parte di madre: “Il cuore è sempre italiano, ho parenti originari della Sicilia”, ha dichiarato. I due artisti si sono alternati in brevi interviste sulle rispettive carriere e sul concorso, mentre Sal Da Vinci ha ribadito con orgoglio come la propria canzone stia superando i confini nazionali, raggiungendo un pubblico internazionale. Sul significato del brano in gara, il cantante ha offerto una lettura volutamente più ampia: “Parla di amore universale – ha detto – per me quando vedo due persone insieme, quello è già amore”.
L’appuntamento viennese conferma la strategia di posizionamento dell’Italia all’Eurovision 2026, puntando su una figura artistica che coniuga popolarità trasversale, un messaggio umano autentico e una carriera cinquantennale come leva narrativa verso il pubblico europeo.
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