L’eleganza italiana sul palco di Eurovision 2026. Ma a portarla non è un artista tricolore bensi Aidan Cassar. Classe 1999, il cantautore maltese si esibirà giovedi nella seconda semifinale col brano – in inglese e maltese- “Bella” e per l’occasione sfoggerà un abito firmato Gianni Versace
Si tratta di un abito d’archivio disegnato dallo stesso Versace per una collezione, del quale esistono solo 20 copie al mondo. L’abito, che ricorda quello della finale nazionale del video musicale, è stato inserito nel mood del brano in look creato dal belga Tom Eerebout, lo stilista delle star, uno che ha lavorato con Lady Gaga, Austin Butler e Harry Styles.
Non è la prima volta che la moda italiana sale sul palco dell’Eurovision e curiosamente è la seconda volta che Malta rende omaggio al nostro Paese con la moda. Nel 1996, con l’Italia assente, Miriam Christine Borg salì sul palco insieme a coriste che indossavano abiti monocolore che formavano la bandiera italiana: erano firmati dalla casa di moda Benetton. Anche per Versace è la seconda volta: la prima fu con Marco Mengoni nel 2013, un top smanicato disegnato da Lorenzo Posocco per la celebre casa di moda.
Più recentemente, nel 2010, Dolce e Gabbana firmarono tutti gli abiti rosso fuoco della delegazione georgiana e in particolare la cantante Sopho Nizharadze.
Poche volte invece è toccato all’Italia: nel 1974 Valentino vestì di uno splendido chiffon turchese Gigliola Cinquetti dal mirabolante costo di ben 300mila lire. Peccato che gli italiani poterono goderne con un mese di ritardo perchè la Rai decise di rinviare la messa in onda dello show e trasmetterlo in differita (allora si poteva, senza televoto). Motivo? La canzone per Eurovision 1974 si intitolava “Sì”, parola che veniva ripetuta molte volte nel corso del brano. Ma a poche settimane dal referendum abrogativo della legge sul divorzio, la Rai pensò che questo potesse influenzare la campagna elettorale. Così il secondo posto della cantante dietro gli ABBA fu trasmesso in sordina, a inizio Giugno, esattamente due mesi dopo la consultazione.
Se Marco Mengoni sfoggiò nel 2013 l’eleganza di un abito blu firmato da Salvatore Ferragamo, (Massimiliano Giornetti, allora direttore creativo della maison, disegnò per lui i completi che avrebbe portato a Malmö) e nel 2015 i tre de Il Volo si affidarono ad un classico outfit italiano firmato Armani, è andata meno bene ad Emma Marrone nel 2014 l’artista si era esibita indossando un abito del designer emergente Stefano De Lellis, un minidress bianco decorato con ricami realizzati a mano che suscitò più di qualche perpelssità, sorpattutto per il manto e per la corona dorata di alloro, impreziosita con cristalli, firmata Galerie Lerique.
Sicuramente migliore quello indossato sul capet della passerella inaugurale, un longdress interamente realizzato in pizzo nero, impreziosito da sensuali dettagli vedo-non-vedo realizzati con applicazioni di ricami e di pietre luminose firmato dal napoletano Francesco Scognamiglio. Nel 2016 Francesca Michielin si riempì di luce grazie a una tuta scintillante con una performance firmata N°21 di Alessandro dell’Acqua, con un abito discusso ma in linea con la sua performance.
Etro ha invece vestito sia i Måneskin (2021), contribuendo al successo italiano, che Angelina Mango nel 2024, in questo ultimo caso con una linea disegnata Marco De Vincenzo, e seguita dallo stylist Nicolò Cerioni (lo stesso di Emma e sempre dei Måneskin), mentre Francesco Gabbani nel 2017 scelse Daniele Alessandrini. Matteo Alessandrini aveva disegnato per lui una serie di outfit che fece provare all’artista in un camerino di un centro commerciale di Campi Bisenzio: scese il completo che poi portò sul palco. Mahmood fu vestito nel 2019 da Susanna Ausoni mentre per il bis insieme a Blanco sul palco di Torino (2022) preferì Prada, col suo compagno di duetto scelse unl ook abbagliante uscito dalla collezione Anatomy of Couture di Valentino Haute Couture.
Altri artisti italiani fecero scelte diverse affidandosi a stilisti stranieri: Nina Zilli per l’Eurovision 2012 vestì Vivienne Westwood (accompagnato però da un gioiello made in Italy: un anello in oro, brillanti e topazi bianchi con incisa la prola “amore” griffato Pasquale Bruni) ed era inglese anche la stilista della prima partecipazione eurovisiva della bolognese Senhit, in quota San Marino: si trattava di Elizabeth Emanuel, che aveva vestito l’attuale Re Carlo d’Inghilterra e la compianta principessa Diana Spencer.
Quanto a Sal Da Vinci, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che l’abito bianco che indossa sul palco di Vienna è firmato dallo stilista Duccio Fiorenzano, che ha curato anche tutti gli altri costumi. Un pizzico di napoletanità, ma anche di Italia nel mondo. Veronica Fusaro indossa invece gioielli made in Puglia del leccese Gianni De Benedittis Futuro Gioielli
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