Prezzi dei carburanti in aumento: la benzina sfiora i 1,90 euro al litro

Forte incremento della benzina e calo del gasolio, con le regioni italiane a fare la differenza. Ecco le ultime rilevazioni.

Il prezzo della benzina continua la sua marcia verso l’alto, superando, per la prima volta in due anni, la soglia dei 1,90 euro al litro. Questo rialzo ha suscitato preoccupazione tra i consumatori, soprattutto considerando che il gasolio, pur registrando un leggero calo, si mantiene comunque sopra i due euro al litro, mentre il GPL resta stabile a 82 centesimi al litro.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati all’5 maggio 2026, il prezzo medio nazionale per i carburanti in modalità self service sulla rete stradale si attesta a 1,926 euro/l per la benzina e 2,044 euro/l per il gasolio. Sulle autostrade, i prezzi sono ancora più alti: 1,981 euro/l per la benzina e 2,114 euro/l per il gasolio. In queste condizioni, chi viaggia lungo le arterie principali del Paese può trovarsi di fronte a costi maggiori per il pieno, già resi difficili da un mercato volatile e in continua evoluzione.

Le dinamiche dei prezzi: chi aumenta e chi diminuisce

In base alla rilevazione della Staffetta Quotidiana, la compagnia IP ha aumentato il prezzo consigliato della benzina di 6 centesimi al litro, mentre ha abbassato di 4 centesimi il prezzo del gasolio. La compagnia Q8, invece, ha ridotto di 1 centesimo il prezzo della benzina, mentre Tamoil ha operato una diminuzione analoga sul gasolio.

Per quanto riguarda le medie dei prezzi praticati sulle circa 20.000 pompe che comunicano i dati all’Osservatorio Prezzi, emerge una discrepanza tra le compagnie petrolifere e le pompe bianche, con i primi che applicano prezzi medi più elevati rispetto ai distributori indipendenti. Ad esempio, la benzina self service sulla rete stradale nazionale è in media a 1,901 euro/l, mentre quella nelle pompe bianche scende a 1,872 euro/l. Analogamente, il gasolio self service è a 2,049 euro/l nelle stazioni delle compagnie, ma solo 2,040 euro/l nelle pompe bianche.

L’aumento dei prezzi per un pieno: i numeri parlano chiaro

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori (Unc), l’aumento del prezzo della benzina tra il 1° e il 5 maggio ha inciso pesantemente sul portafoglio degli italiani. In queste giornate, infatti, il prezzo medio della benzina è salito di oltre 17 centesimi al litro, sia sulla rete stradale che su quella autostradale. Questo si traduce in un aumento del costo di un pieno da 50 litri di ben 8,60 euro in autostrada e 8,52 euro sulla rete stradale.

“Il record di aumento – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unc – spetta a Trento, dove la benzina è salita di 18,5 centesimi al litro, con un incremento complessivo di 9 euro e 25 cent per un pieno”. Seguono le regioni di Toscana, Lombardia e Piemonte, con un aumento di 18 centesimi al litro, pari a 9 euro per il pieno.

In termini assoluti, le autostrade registrano il prezzo più alto della benzina, che sfiora i 1,981 euro/l, con picchi nelle città di Bolzano (1,945 euro), Trento e Valle d’Aosta (entrambi a 1,944 euro) e Calabria (1,940 euro). Al contrario, le regioni con l’aumento più contenuto dei carburanti sono Molise e Basilicata, con un incremento di 15,1 centesimi per litro, corrispondente a 7 euro e 55 cent per il pieno.

Redazione

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