Il panorama mediatico italiano continua a vivere un processo di trasformazione, dove la televisione mantiene una posizione dominante, ma Internet e i social network sono sempre più al centro delle abitudini quotidiane degli italiani. Questo è ciò che emerge dal 21° Rapporto sulla comunicazione del Censis, dal titolo “L’informazione nel mirino”, presentato a Roma.
La televisione, ancora regina, ma con sfumature nuove
La televisione resta il mezzo di comunicazione più diffuso in Italia, con una copertura del 93,2% della popolazione. Tuttavia, si osserva una leggera flessione rispetto all’anno precedente, con una diminuzione della TV tradizionale, che perde 3,6 punti percentuali, scendendo al 79,5%. La grande novità, però, è l’ascesa della televisione via internet, con la web TV che raggiunge il 62,0% degli utenti (+3,6%) e la mobile TV, che cresce del 3,7%, portandosi al 38,6%. Nonostante questi cambiamenti, la TV satellitare si mantiene stabile al 47,8%. Un dato che suggerisce una riorganizzazione nei consumi televisivi, spostandosi da una forma più tradizionale verso piattaforme digitali.
Il ritorno della radio e la crisi dei quotidiani cartacei
Un altro dato interessante riguarda la radio, che si conferma un media “intramontabile” con una copertura del 78,4%. La radio continua a essere ascoltata principalmente in auto, con l’autoradio che rimane lo strumento prediletto per il 70% degli italiani. Inoltre, la radio tramite smartphone ha registrato un aumento significativo (+2,8%), raggiungendo il 28,2%.
Nel contesto della stampa tradizionale, la crisi dei quotidiani cartacei è evidente. Nel 2025, i lettori di quotidiani a pagamento sono diminuiti drasticamente, con una flessione del 46% rispetto al 2007, attestandosi al 21%. Anche i mensili e i settimanali registrano cali minori, mentre la lettura di libri cartacei segna un recupero, con il 42,4% degli italiani che ha letto almeno un libro nell’ultimo anno (+2,3%).
Il fenomeno dei social network: più diffusi, ma con qualche segno di stanchezza
L’utilizzo dei social network continua ad aumentare, ma ci sono segni di stanchezza, soprattutto tra i giovani. Instagram, che fino a poco tempo fa era un canale imprescindibile per la fascia 14-29 anni, ha visto una contrazione, con il 74,8% degli utenti (un calo del 3,3% rispetto all’anno precedente). YouTube e TikTok, invece, tengono meglio, con diminuzioni minori. Tuttavia, il dato interessante riguarda l’utilizzo crescente di piattaforme come Spotify e il mondo dei videogiochi, che sembrano attrarre una parte crescente della popolazione giovanile.
Saturazione dei media digitali e disillusione verso le notizie online
Un altro tema trattato nel rapporto riguarda la saturazione dei media digitali. L’utilizzo di Internet e dei social è ormai stabilizzato, con una crescita solo marginale dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Questo suggerisce che, sebbene l’uso di Internet sia ancora ampiamente diffuso, la crescita è limitata, segnando una fase di maturità.
Anche la fiducia nei media è in calo: circa il 66,4% della popolazione dichiara di verificare sempre o spesso la veridicità delle notizie diffuse dai principali mezzi di comunicazione, mentre il 59,5% cerca di evitare di informarsi attraverso i canali tradizionali. La ricerca di fonti alternative è in crescita, con il 64,6% degli italiani che verifica le notizie provenienti da media indipendenti.
L’intelligenza artificiale e la disinformazione
Un tema emergente è la crescente diffidenza nei confronti dei media gestiti da intelligenza artificiale (IA). Solo il 38,4% degli italiani è favorevole a farsi informare da una macchina, sebbene la maggior parte di loro preferirebbe che i contenuti fossero supervisionati da esseri umani. I timori principali riguardano il rischio di disinformazione e la possibilità di diffondere fake news. La maggioranza degli italiani, infatti, considera ancora la produzione umana un valore irrinunciabile.
I reel: nuova forma di informazione per il 70% degli italiani
Infine, un aspetto interessante riguarda l’uso dei reel sui social network, che sono diventati una nuova forma di informazione. Ben il 70% degli italiani che utilizzano i social considera i reel come una fonte di notizie, sebbene ci sia chi li considera più superficiali o distrattivi. Per molti, questi brevi video sono più immediati e coinvolgenti, ma non sempre portano a una comprensione approfondita dei temi trattati.
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