Nuovi aumenti per sigarette, sigari e tabacco: rincari dal 15 aprile 2026-2028

La legge di bilancio prevede aumenti progressivi delle accise fino al 2028, con impatti su prezzi e entrate fiscali.

A partire dal 15 aprile 2026, scattano i nuovi aumenti dei prezzi per sigarette, sigari e tabacco trinciato, come parte delle misure previste dalla legge di bilancio. L’incremento, che interesserà marchi come John Player Special, Gauloises e West, comporterà un aumento di 30 centesimi a pacchetto, con una tendenza che non si fermerà nel 2026, ma continuerà in maniera progressiva fino al 2028.

Un aumento graduale delle accise
La manovra prevede infatti un aumento progressivo delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato, con impatti significativi sui prezzi finali dei prodotti. A partire dal 2026, l’accisa sui tabacchi lavorati aumenterà da 29,50 euro per 1.000 sigarette a 32 euro, per salire ulteriormente nei due anni successivi a 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro nel 2028. La stessa accisa riguarderà anche i sigaretti, con un incremento del prezzo minimo da 37 a 47 euro per chilogrammo nel 2026, per arrivare a 51 euro nel 2028. Un aumento simile interesserà il tabacco trinciato, con un incremento dell’accisa da 148,50 euro per chilogrammo nel 2025 a 161,50 euro nel 2026, fino a 169,50 euro nel 2028.

Sigarette elettroniche colpite dalla manovra
Anche le sigarette elettroniche vedranno un aumento delle accise. I prodotti da inalazione contenenti nicotina subiranno un aumento del 18% nel 2026, del 20% nel 2027 e del 22% nel 2028. Per i prodotti senza nicotina, invece, l’aliquota sarà del 13% nel 2026, del 15% nel 2027 e del 17% nel 2028.

Le previsioni fiscali e gli impatti sul gettito
Secondo quanto previsto dal governo, l’aumento dei prezzi di sigarette e tabacco genererà un incremento significativo delle entrate fiscali. Si prevede un gettito aggiuntivo di 213 milioni di euro nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028. Ogni anno, la tassazione sul tabacco porta nelle casse dello Stato circa 15 miliardi di euro. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha auspicato che parte di queste maggiori entrate vengano utilizzate per potenziare le misure di prevenzione contro i danni del fumo, soprattutto a favore dei più giovani. “Speriamo che parte delle maggiori entrate siano utilizzate dal governo per potenziare misure contro i danni da fumo e incrementare la prevenzione specie in favore dei più giovani”, ha concluso Melluso.

Redazione

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