Epatite A: il rischio di contagio e le regole per prevenire la contaminazione alimentare

Come l'igiene alimentare e la corretta gestione dei cibi possono prevenire l'epatite A e altre malattie virali.

La recente diffusione di focolai di epatite A in alcune regioni italiane, come la Campania e il Lazio, ha riportato l’attenzione sull’importanza dell’igiene alimentare e delle regole di sicurezza in cucina. La prevenzione di questa malattia, che si trasmette principalmente attraverso il consumo di cibo o acqua contaminati, richiede il rispetto di norme igieniche fondamentali, spesso sottovalutate, che sono cruciali per evitare il contagio.

L’epatite A è una malattia virale che colpisce il fegato e viene trasmessa principalmente per via oro-fecale, come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). In pratica, il virus può essere ingerito attraverso il cibo o l’acqua contaminati dalle feci di una persona infetta. Uno dei principali canali di contagio è rappresentato dalle mani non lavate adeguatamente, che trasferiscono il virus sugli alimenti preparati. Inoltre, l’infezione può avvenire anche attraverso il contatto fisico diretto con una persona infetta, come durante un rapporto sessuale.

Secondo l’Oms, chiunque non sia stato vaccinato o non abbia precedenti infezioni può contrarre il virus dell’epatite A. L’infezione, che ha un periodo di incubazione che varia dai 15 ai 50 giorni, si manifesta solitamente con sintomi come febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, accompagnati da un aumento delle transaminasi e della bilirubina. La durata della malattia è di solito tra 1 e 2 settimane, con una prognosi generalmente benigna, ma in alcuni casi può evolversi in forme più gravi e anche letali, soprattutto negli adulti sopra i 50 anni.

La trasmissione e il rischio di contaminazione

Il virus dell’epatite A si trova nelle feci della persona infetta per un periodo che va dai 7 ai 10 giorni prima della comparsa dei sintomi e fino a una settimana dopo, mentre nel sangue è presente solo per pochi giorni. Le principali modalità di trasmissione sono il contatto diretto da persona a persona e il consumo di alimenti o acqua contaminati, come nel caso di frutti di mare e molluschi cresciuti in acque inquinate da scarichi fognari. In Italia, il contagio attraverso trasfusioni di sangue è estremamente raro.

Nei Paesi con scarse condizioni igienico-sanitarie, l’epatite A è diffusa soprattutto tra i bambini, nei quali spesso la malattia passa inosservata. Nei Paesi sviluppati, invece, la situazione è cambiata: l’aumento delle buone condizioni igieniche ha ridotto il contatto con il virus nei più giovani, ma ciò ha anche portato a un aumento dei casi sintomatici tra gli adulti più anziani, i quali ora risultano più vulnerabili.

I vaccini e la prevenzione

In Italia, sono disponibili due vaccini che proteggono dal virus già dopo 14-21 giorni. La vaccinazione è consigliata in particolar modo a chi si reca in Paesi dove l’epatite A è endemica, a chi lavora in ambienti a rischio, ai tossicodipendenti, e ai familiari di chi ha contratto la malattia. È inoltre raccomandata per chi soffre di malattie epatiche croniche, in quanto la letalità può risultare maggiore in queste persone.

Tuttavia, oltre alla vaccinazione, la prevenzione passa attraverso buone abitudini igieniche. Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di rispettare una serie di regole che vanno dalla cura nella preparazione del cibo fino alla sua conservazione adeguata.

Le regole per evitare la contaminazione

  1. Lavaggio accurato delle mani: prima di cucinare o mangiare, le mani vanno lavate con acqua calda e sapone per almeno 40-60 secondi.
  2. Pulizia di utensili e superfici: è fondamentale mantenere puliti tutti gli utensili e le superfici della cucina per evitare il contatto con batteri e virus.
  3. Separare cibi crudi e cotti: utilizzare coltelli, taglieri e contenitori separati per cibi crudi e cotti. Non far entrare in contatto alimenti già cotti con quelli crudi.
  4. Controllo dei frutti di mare: acquistare solo molluschi etichettati e provenienti da rivenditori autorizzati. Conservare i molluschi in frigorifero a una temperatura tra 0°C e 4°C e cuocerli sempre accuratamente.
  5. Frutta e verdura: lavare sempre frutta e verdura sotto acqua corrente. Se necessario, utilizzare soluzioni disinfettanti specifiche per alimenti.
  6. Cottura dei cibi: cuocere in acqua bollente quando possibile per garantire la distruzione di eventuali patogeni.
  7. Frutti di bosco: è importante cuocerli a 100°C per almeno 2 minuti, in particolare se vengono utilizzati in dolci o preparazioni a freddo.
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